venerdì 31 gennaio 2014

GRAMIGNA O ALBERO DA FRUTTO?

A volte si dice che le persone folli siano stupide.
Non sono d'accordo con questa affermazione poiché penso che la follia faccia parte del genere umano.
In che senso?
Bé, pensiamo ad esempio ad alcuni personaggi storici famosi: il grande musicista W. A. Mozart, il ben noto Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, L. v. Beethoven, la poetessa contemporanea Alda Merini e molti altri.
Ognuno di questi personaggi aveva delle caratteristiche ben precise: Mozart per esempio aveva un carattere intrattabile e mangiava i suoi escrementi, il Caravaggio aveva dei problemi di devianza e nei rapporti sociali, Beethoven era sordo e con un carattere molto difficile, infine Merini era schizofrenica ed è stata in manicomio per lunghi anni.
Che tipo di folli sono questi personaggi?
Si tratta di follia costruttiva o distruttiva?
Queste persone erano tutte originali nel loro modo di essere, folli nei comportamenti, particolari e problematici a rapportarsi con il mondo che li circondava.
In realtà, se si va ad analizzare a fondo queste personalità, si può affermare che la loro follia era paragonabile alla genialità poiché grazie alla prima riuscivano a far scaturire la seconda.
Se probabilmente questi personaggi fossero state delle persone nella norma come tutti, probabilmente non sarebbero nemmeno passate alla storia per ciò che di straordinario hanno fatto.
In questo caso si parla di follia costruttiva e non di quella distruttiva.
Per essere geniali bisogna sempre essere un po' folli, altrimenti dalla normalità emerge soltanto semplice banalità e quindi nulla di originale.
In definitiva non si può cancellare la follia umana e fingere che non esista: bisognerebbe soltanto cambiare prospettiva e vederla in un'ottica più positiva.
Essere folli non è una malattia mentale o un peccato mortale, ma soltanto un modo per essere geniali.
Per me la follia di natura costruttiva porta sempre a qualcosa di buono come nel caso dei personaggi famosi che ho menzionato sopra.
In fondo che male c'è ad essere un po' folli?
Per finire riporto qui di seguito alcune frasi uscite dalla bocca del grande Mozart:





...Riflettiamoci...



C.V.

UNA GRANDE SCOPERTA

E' difficile capire i meccanismi della mente umana: essa è complessa e talvolta i suoi processi sono inspiegabili.
La razionalità ha confini: non riesce ad arrivare verso l'infinito, l'ignoto ed il fantastico.
Quando agiamo e compiamo delle azioni, siamo limitati poiché prima o poi ciò sarà sempre destinato a finire.
Ogni avvenimento reale che segue questo processo si può dunque definire razionale.
Quando invece pensiamo, sogniamo e fantastichiamo la nostra mente compie dei meccanismi irrazionali.
In questo frangente si potrebbe citare il grande psicanalista Sigmund Freud con la sua teoria dell'inconscio.
L'importanza dei sogni per questo studioso ha una sua ragion d'essere nel fatto che l'uomo sia incapace di fuggire da alcuni impulsi che la ragione umana non riesce a captare: infatti questo meccanismo rientra nella sfera irrazionale.
Il pensiero Freudiano prende anche le distanze dall'antica idea positivista che vedeva l'essere umano soltanto come un soggetto pensante e razionale; inoltre si discosta molto anche dal filone naturalista parente stretto del positivismo.
Al noto psicanalista va il merito di aver elaborato una teoria analitica dei sogni i quali si formerebbero, secondo lui, occultando i contenuti inconsci permettendo a questi ultimi, così mascherati, di giungere alla coscienza.
Secondo me Freud ha dato una grande scossa alle teorie imbriglianti dei secoli antecedenti al 1900 poiché è riuscito a capire che la mente umana non è una macchina, ma come la vorrei definire io: “un pozzo di mistero”.
Questo padre della psicanalisi è stato influenzato anche dalla corrente artistica del Surrealismo e a proposito di esso Freud pronunciò le seguenti parole:

« Finora, ero portato a considerare completamente insensati i surrealisti, che pare mi avessero adottato quale santo patrono. Questo giovane spagnolo con i suoi occhi candidi e fanatici e la sua innegabile padronanza tecnica mi ha fatto cambiare idea. »

Da queste righe si può dedurre che Freud inizialmente non vedeva di buon occhio gli artisti surrealisti, poi invece durante un colloquio con uno di loro ( lo spagnolo Stefan Zweig) cambiò idea.

C.V.


giovedì 30 gennaio 2014

IL PANE DELLA MENTE

Cosa c'è di più bello del valore della scrittura?
Scrivere da senso ad ogni cosa.
Scrivere riempie di gioia.
Scrivere aiuta ad aprire la mente verso nuovi orizzonti: verso nuove idee.
L'uomo ha bisogno di nutrirsi di cultura, altrimenti rimane a livello degli animali i quali pensano soltanto a mangiare per sopravvivere.
E' il pensiero la chiave che apre la mente dell'uomo: lo rende degno di questo nome.
Quanti grandi scrittori si sono succeduti nella storia: grandi pensatori.
Anche a me un giorno piacerebbe diventare una scrittrice: è il mio sogno nel cassetto.
Anche a mia madre è sempre piaciuto scrivere: a scuola era brava nelle materie letterarie proprio come me.
Secondo me la scrittura è una passione ed anche un dono.
La scrittura consente a tutti di esprimere ciò che si prova: sentimenti, emozioni, passioni ed idee.
La scrittura è sinonimo di libertà: scrivo e mi sento libera, mi sento me stessa.
I grandi scrittori della storia sono sempre stati tutti ottime persone: ognuno a modo proprio, ma tutta gente aperta al mondo, all'uomo ed al magico universo delle idee.
La scrittura è un'arte e come tutti le arti eleva l'uomo al di sopra di ogni cosa.
La scrittura va a braccetto con la cultura: sono strettamente collegate fra loro.
Quale universo!
Quale mondo aperto a ogni persona!
Scrittura e cultura sono accessibili a tutti: chiunque se lo vuole può apprenderle.
Peccato che al giorno d'oggi si è persa l'abitudine di scrivere a mano: la peculiarità della grafia è molto importante, nonché elegante.
Un tempo si imparava a scrivere senza computer e si apprendeva decisamente meglio.
L'importanza del carattere in corsivo oggi si sta perdendo parecchio: nelle scuole purtroppo non viene sempre valorizzato a sufficienza.
Anziché iniziare ad insegnare lo stampato, bisognerebbe dare priorità al corsivo, in modo tale che quando i ragazzi cominceranno a frequentare la scuola secondaria ne avranno già piena padronanza e non si troveranno in difficoltà nei temi.
Non è necessario essere dei “professoroni” per far appassionare i ragazzi alla scrittura.
Gli ingredienti fondamentali sono: passione, l'ascolto, il dialogo e la tenacia.
Non bisogna mai imporre nulla con la durezza, soprattutto nell'apprendimento della scrittura che dovrebbe essere insegnata utilizzando gli ingredienti sopra citati.
Pochi elementi, ma indispensabili.
Se si segue questo metodo il bagaglio culturale sarà sempre pieno e mai vuoto.
E' meglio sapere poche cose, ma apprese con passione e tenacia, piuttosto che sapere tutto in modo distaccato e tiepido.


C.V.

DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Sembra quasi che ormai la nostra vita quotidiana sia divenuta un protocollo da seguire: un programma da rispettare in maniera rigorosa.
Il tempo per fermarsi a pensare, a riflettere, a dialogare con gli altri, a condividere le proprie esperienze di vita si è ridotto all'osso: si parla appunto di “ritagli di tempo”, una famosa espressione spesso menzionata da molti.
La mole di cose da fare è consistente e non si fa attendere troppo.
Non esiste più il cortile di una volta dove i bambini e le famiglie si riunivano quotidianamente per giocare insieme e discutere fra adulti, dove passavano parecchio del loro tempo libero.
Tutto ciò è ormai un lontano ricordo e pochissimi portano ancora avanti questa sana tradizione.
A che cosa è dovuto questo radicale cambiamento di stile di vita?
Le cause relative a questo fenomeno sono molteplici e differenti le une dalle altre.
Il tenore di vita è aumentato molto rispetto a una volta, soprattutto in quest'ultimo decennio.
La gente non deve più rammendare i propri capi di abbigliamento, ma quando si logorano li sostituisce con altri nuovi di zecca.
Oggi giorno hanno tutti telefoni cellulari sofisticati e super tecnologici, vestiti costosi di marca, computer all'ultimo grido, automobili di lusso e molto altro ancora.
Tutto ciò si può riassumere in un' unica parola: “benessere”.
Insomma, tutti questi aspetti sembrerebbero positivi poiché hanno contribuito a migliorare negli anni lo stile di vita delle persone.
Quali sono i pro i contro di questo fenomeno?
Bé, c'è da dire che le comodità fanno stare meglio tutti sotto ogni punto di vista: ad esempio si fa prima a viaggiare in auto rispetto che in bicicletta o a piedi, oppure si guadagna tempo a comprare confezioni di pasta già pronte rispetto al fatto di dover preparare a mano il composto nella propria cucina.
Gli aspetti negativi invece possono essere ricondotti alla complessità di questo genere di stile di vita improntato sul benessere e sulla comodità.
In che senso complessità?
Si può dire che le persone essendo troppo prese dal fare parecchie cose tutte insieme non curano più gli aspetti relazionale e di condivisione con gli altri.
A complicarsi sono dunque i rapporti interpersonali che stanno divenendo sempre più scarni e sporadici.
Ragazzi, ma anche adulti che passano gran parte delle loro giornate ad utilizzare telefonini, a stare davanti al computer o al televisore, non trascorrono più il loro tempo insieme ai loro coetanei, non si confrontano con loro e non condividono con altri le proprie esperienze.
Siamo di fronte ad un problema di incomunicabilità diffusa e sempre più in aumento.
Quali soluzioni adottare?
Esiste un modo per conciliare il benessere favorendo contemporaneamente i rapporti interpersonali?
...Riflettiamoci...


C.V.

lunedì 27 gennaio 2014

LA FELICITÀ

Che cos'è la vera felicità?
Me lo chiedo spesso...
Non riesco mai a trovare delle risposte precise...
Elaboro molte ipotesi nella mia mente, ma tutte diverse fra loro ed a volte contraddittorie...
Forse si è davvero felici quando si riesce a conquistare la felicità: quando la si raggiunge con il sudore della fronte...
Si, deve essere per forza così...
Io penso che la vita ponga dinnanzi a noi molti ostacoli per raggiungere la vera felicità...
Secondo me l'essere umano non nasce già felice, ma lo deve diventare negli anni con l'esperienza...
C'è chi è molto bravo a raggiungere la felicità, c'è chi lo è di meno...
Non è facile essere veramente felici nella vita: bisogna essere coraggiosi per essere dei veri portatori di felicità...
Io non penso di essere brava in questo processo...A volte mi sforzo, ma non sempre riesco ad essere davvero felice come vorrei...
Questo perchè non mi impegno a sufficienza...
L'essere umano conserva dentro di sé molti stati d'animo tutti diversi fra di loro...
Certo, non si può essere sempre felici, ma nemmeno sempre tristi o arrabbiati...
Siamo fatti così: interiormente molto complessi...
Alcune persone le si vede sorridere sempre: ma sono davvero felici?
Magari si, oppure preferiscono nascondere il loro disagio sorridendo...
Alcuni dicono che nella vita per essere felici bisogna sorridere sempre: per quale motivo?
Se uno è davvero felice non deve sforzarsi per sorridere perchè gli viene spontaneo...
Se invece uno non è veramente felice deve faticare per fingere di esserlo: a quale scopo?
Prima o poi la sua infelicità verrà a galla poiché non si può sempre fingere di essere felici: in questo modo si finirà con l'esplodere interiormente e si starà ancora più male...
Io sono persona che non riesce a fingere di essere felice quando non lo sono e mi domando come facciano altre persone a fingere di esserlo...
Rimango dell'idea che la felicità sia una grande conquista...
Una meta: un traguardo...
Bisogna iniziare ad essere infelici poiché se una persona inizia da subito a fingere di essere felice non riuscirà mai a raggiungere la vera meta della felicità...
Piuttosto è meglio che manifesti la sua infelicità e poi man mano inizi ad intraprendere il processo per raggiungere la felicità...
Certo non è né facile, né veloce, però alla fine si giungerà al vero traguardo...
Mai nascondere i propri sentimenti, anche se sono negativi...
Secondo me è così poiché non riesco mai fingere di essere quella che non sono: non sono in grado di fingere di essere felice se non lo sono...
Sicuramente non sarò riuscita a rispondere all'interrogativo iniziale, ma penso di averci provato.



C.V.

lunedì 13 gennaio 2014

LINFA POETICA

Secondo me persone che scrivono poesie non sono più sensibili e migliori di altre, ma semplicemente amano esprimere i loro sentimenti mediante il linguaggio poetico.
Il poeta non è colui che scrive soltanto belle parole, ma quello che sente determinate sensazioni dal profondo del suo cuore e le esplica così come gli vengono in maniera spontanea e sobria.
La poesia è prima di qualsiasi altra cosa sentimento ed espressione pura dell'Essere inteso come interiorità umana.
In fondo tutti noi uomini e donne siamo dei poeti perchè manifestiamo il nostro modo di essere in mille modi differenti ed in base alla nostra soggettività.
Io sono una persona che ama scrivere: mi è sempre piaciuto fin da quando ero al liceo.
Secondo me poesia e musica sono due arti strettamente collegate fra di loro poiché sono espressione, ambedue in maniere differenti, dei sentimenti tipici dell'Essere Umano in quanto tale.
La musica non è inferiore alla poesia e viceversa: esse infatti vanno a braccetto e si completano a vicenda.
Musica e poesia danno senso e calore all'essere umano: sono la sua linfa vitale.
Ci sono persone, come me, che a parlare ed a socializzare con gli altri non sono brave poiché sono impacciate e timide, ma se si mettono a scrivere o a suonare qualche strumento musicale sanno dare il massimo di loro stesse.
La mia “parola” è la scrittura: esprimo il mio carattere mediante la scrittura e secondo me non è poi così male, anzi è stupendo.
In passato ci sono stati grandissimi poeti e scrittori che purtroppo al giorno d'oggi sono passati di moda e nel dimenticatoio, ma che secondo me rimarranno sempre dei colossi dell'arte poetica.
Purtroppo oggi sono in voga soltanto lo sport inteso come competitività estrema a tutti costi, il mondo della televisione e dei mass media: la gente è presa soltanto dalla mania di un corpo perfetto, dal fare di continuo qualsiasi cosa pur di non fermarsi mai un attimo a meditare e a riflettere sulle cose e sui fatti che ci circondano, dall'apparire sempre giovane, magra e bella.
Secondo me tutto questo è soltanto inutile ed insignificante.
Al giorno d'oggi bisognerebbe recuperare invece l'ascolto reciproco fra le persone, il dialogo, la condivisione: infatti la poesia scaturisce prima di tutto e soprattutto da questi piccoli, ma importanti aspetti.



C.V.